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LEO

diari di Daniela

PREFAZIONE

SCRITTORE

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Dall’ adolescenza alla maturità... è un arco di tempo in cui Daniela lotta per capire, crescere, per raggiungere l’infinita sponda di luce della quale, sin da subito, ne contiene l’origine.

Uno scrigno chiuso che, per forza di cose, avrebbe dovuto aprirsi per mostrare i suoi tesori nascosti.

Sin dalla sua adolescenza se ne percepiva la preziosità. Era palese e sotto gli occhi di tutti.

Ogni ceto sociale, ogni cultura, ogni carattere e personalità ne rimaneva colpito.

Non poteva passare inosservato il suo silenzio, la sua posa accanto a Leo e poi a me, il suo sorriso che dall’ adolescenza alla maturità non ha cambiato luminosità. Nell’ adolescenza accanto al suo maestro donato solo se strettamente necessario e nella maturità spontaneo e generoso, ma mai disperso.

I turbamenti della fanciullezza, l’evoluzione, la crescita interiore sono riportati nei diari con parole dietro le quali i suoi sentimenti spingono così come le delusioni di se stessa e le lotte per non far decadere mai l’amore in sé e attorno a sé.

Non si sente diversa dagli altri, ma lo è... 

 Mai amalgamata al resto del coro, era silenzio e voce da solista portando il ritmo, l’ armonia, la melodia del suo cuore e di quello del prossimo sulla lunghezza d’ onda delle note della vita vera e di quelle, silenziose come lei, dello Spazio, dell’Universo, dell’ Oltre dal quale era arrivata e al quale sempre anelava collegata sì alla vita terrena, ma, soprattutto, a quella in cui credeva più di tutto, consapevole del passaggio umano che ne avrebbe determinato luminosità e vicinanza al divino.

La sua vita è stata sin dall’ inizio una lotta mai decaduta dal suo mandato, dalla sua vocazione, per poi evolversi, crescere e divenire ciò che sarebbe stato l’impegno ad essere ingranaggio vivente nella missione di Leo Amici.

Anna De Persio la definisce principessa di questo impegno che l’ha resa, anche nel silenzio, guida e faro di luce per molti che l’hanno seguito immergendo i loro occhi nei suoi nel momento del bisogno, e che la rende presente ancora oggi, dopo la fine del suo tempo terreno. 

                                                                                                                                                                        Carlo Tedeschi

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